Vuoi alcuni esempi di diffamazione? Ecco tutti i casi di diffamazione illustrati da esempi pratici. Conoscere i casi concreti può essere utile per capire meglio le diverse tipologie di questo reato. Inoltre, se c’è un caso di diffamazione che ti riguarda, spesso presenterà similitudini con altri casi già decisi dai giudici.

Se rimane qualsiasi dubbio puoi sempre chiedere una consulenza sul caso di diffamazione.

Alcuni casi in cui non c’è diffamazione

Il reato di diffamazione presuppone l’offesa alla reputazione di una persona determinata (o più persone determinate).

In un caso deciso nel 2016, Tizio aveva pronunciato, nel corso di una trasmissione radiofonica, parole offensive contro i veneti, qualificandoli come “un popolo di ubriaconi ed alcolizzati”. Per la Corte di cassazione, ciò non costituiva diffamazione in quanto non c’era l’offesa alla reputazione di una persona o di più persone determinate. Le persone diffamate devono essere in qualche modo individuabili. Non c’è diffamazione invece contro una “categoria” di persone.

Il reato di diffamazione presuppone anche che la comunicazione offensiva sia rivolta a “più” persone. Ad esempio, il sig. Sempronio ha inviato su Facebook un messaggio privato alla signora Isabella, scrivendo che suo ragazzo era una persona disonesta e violenta. Isabella avrebbe voluta querelarlo per diffamazione ma il reato in realtà non sussisteva: non c’era comunicazione con due o più persone.

Inoltre, la comunicazione deve essere veramente “offensiva”, non solo sconveniente, forte, pungente, negativa, critica (il diritto di critica può giustificare anche espressioni offensive). Ad esempio, in una sentenza di febbraio 2011, la Cassazione ha escluso che l’uso del termine “risibile”, con cui un avvocato commentava una tesi difensiva di altro avvocato, potesse ledere la reputazione di quest’ultimo.

Del pari, la cassazione ha assolto – in una sentenza del 2015 – l’imputato che aveva criticato un comandante della Polizia Municipale definendolo “un autentico educatore e castigatore di cittadini inermi”. La Corte ha ritenuto che sussistesse il diritto di critica. Infatti, i giudizi di valore, pur se soggettivi e aspri, rispettavano i canoni della continenza e della pertinenza.

Esempi di diffamazione semplice e aggravata dall’attribuzione di un fatto determinato

Si ha quando il colpevole offende la reputazione altrui comunicando in modo ordinario e con mezzi non diffusivi, e non sussistano altre circostanze aggravanti particolari. A titolo di esempio: Giulio, parlando con Filippo, Lorenzo e Gabriele, dice che Stefano è un idiota privo di cervello.

Un primo tipo di diffamazione “aggravata” si ha invece quando l’offesa alla reputazione consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Torniamo al nostro Giulio: questa volta, parlando sempre con Filippo, Lorenzo e Gabriele, afferma falsamente che Stefano è stato bocciato in tutti gli esami universitari e che è riuscito solo dopo molti anni a laurearsi perché raccomandato da personaggi influenti.

  • In una sentenza di luglio del 2016, la Cassazione ha valutato comunque diffamatoria – benché la critica politica possa essere particolarmente aspra – la frase: “la lettera di un imbecille che ha scritto una cazzata” pronunciata dal sindaco al consiglio comunale, riferita ad un consigliere all’opposizione.

La diffamazione semplice e quella aggravata soltanto dall’attribuzione di un fatto determinato sono di competenza del giudice di pace, il quale può comminare la pena della multa da 258 € a 2.582 € o la pena della permanenza domiciliare da sei giorni a trenta giorni oppure il lavoro di pubblica utilità da dieci giorni a tre mesi.

Diffamazione tramite un mezzo di pubblicità

Se l’offesa alla reputazione avviene tramite pubblicazione sulla stampa o altro “mezzo di pubblicità”, il colpevole può essere punito con la reclusione da sei mesi a tre anni oppure con una multa non inferiore a 516 €. Per “mezzo di pubblicità” si intende genericamente l’uso di qualsiasi mezzo idoneo a diffondere la comunicazione ad un numero indeterminato di persone.

Molti sono gli esempi che si potrebbero fare nell’ambito della diffamazione tramite internet.

  • Andrea pubblica un post su Facebook nel quale scrive che la sua ex ragazza Caterina è una “puttana senza sentimenti”.
  • In un caso del 2016, l’amministratore di un sito internet è stato condannato per aver pubblicato – e lasciato online per due settimane – un commento. In esso si definiva “emerito farabutto” e “pregiudicato doc” il presidente della Lega nazionale dilettanti della Federazione italiana Gioco Calcio.

Esempi di diffamazione a mezzo stampa

La diffamazione a mezzo stampa è una sottospecie di diffamazione tramite un mezzo di pubblicità. Tuttavia ad essa si applicano alcune normative specifiche contenute nella legge sulla stampa e in alcuni articoli del codice penale (come l’art. 57 c.p.).

Su un quotidiano nazionale, appariva in un articolo in cui l’autore qualificava falsamente un uomo politico come “corrotto e mafioso”: ecco un tipico caso di diffamazione a mezzo stampa.

Diffamazione a mezzo stampa con attribuzione di fatti determinati

L’articolo 13 della legge n. 47 del 1948 prevede una ipotesi di diffamazione a mezzo stampa punita in modo particolarmente severo. Esso sanziona con la reclusione da uno a sei anni congiunta ad una multa non inferiore a lire 500.000 il colpevole di diffamazione a mezzo stampa consistente nell’attribuzione di un fatto determinato.

Ecco alcuni esempi di diffamazione a mezzo stampa aggravata dall’attribuzione di fatti determinati:

  • il quotidiano Z pubblica un articolo in cui racconta che Tizio, noto imprenditore, aveva collegamenti con la mafia ed era stato anche condannato per fatti di corruzione. Entrambe le circostanze erano false.
  • in un caso del 2004, il giornale X aveva pubblicato un articolo in cui si parlava di una maestra della scuola elementare sottoposta a procedimento penale per reati di pedofilia. A questa notizia vera tuttavia aggiungeva falsamente che la maestra era stata sottoposta anche a perizia psichiatrica. La Cassazione ha giudicato il giornale colpevole di diffamazione in quanto la reputazione di una persona che per alcuni aspetti è già compromessa, può divenire oggetto di ulteriori lesioni illecite a causa di elementi diffamatori aggiunti.

Diffamazioni particolari contro le autorità

Tutte le precedenti ipotesi di diffamazione possono ancora essere aggravate se l’offesa è rivolta a un “Corpo politico, amministrativo o giudiziario”, a una sua rappresentanza o a una “autorità costituita in collegio”. In questi casi la pena è aumentata fino a un terzo.

Si ponga l’esempio che il quotidiano Z – questa volta – muova le medesime false accuse contro un giudice.

Come puoi vedere, gli esempi di diffamazione sono di diverso tipo e ad ognuno possono corrispondere normative e conseguenze differenti. Qualche volta può essere difficile capire esattamente a quale tipologia appartiene un caso di diffamazione oppure se la condotta non costituisca affatto diffamazione.

Se c’è un caso di diffamazione che ti riguarda e hai qualche preoccupazione o dubbio puoi chiederci una consulenza. Avrai una risposta veloce e completa.

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